Dolomiti e cambiamenti climatici

L’effetto dei cambiamenti climatici e non solo sulle nostre montagne. Cosa sta succedendo?

Assistiamo sempre più volte a distacchi di roccia dalle nostre Dolomiti, movimenti franosi che raggiungono la rete viaria, gli abitati e/o luoghi di interesse escursionistico.

Ma perché si verificano queste frane?

Questi distacchi di roccia si sono sempre verificati in migliaia di anni e sono dovuti in primis agli agenti atmosferici come la pioggia, il vento, la neve ecc.

Negli ultimi anni con il cambiamento climatico, assistiamo ad eventi meteo sempre più forti e più abbondanti in uno spazio temporale molto ristretto, questo fa si che la grande quantità di pioggia che cade al suolo in pochissimo tempo porti a valle grandissime quantità di detriti mescolati a fango che in base alla pendenza del terreno possono essere più o meno veloci nello scivolamento, materiale che come detto all’inizio raggiunge strade e abitati mettendo a serio rischio la vita di chi percorre o abita questi luoghi.

L’esempio più noto è quello della statale di Alemagna principalmente nel tratto tra San Vito di Cadore e Cortina d’Ampezzo (BL) dove le colate detritiche che scendono dalle pendici di Antelao, Croda Marcora ecc. possono arrivare ad invadere la sede stradale della principale via di comunicazione per l’Ampezzano.

Negli ultimi giorni una importante colata ha raggiunto il parcheggio per il Rif. Città di Fiume vicino al Passo Staulanza bloccando l’accesso a quest’ultimo (nella foto sopra si nota bene la colata che parte poco sotto la fessura tra Pelmo e Pelmetto e che scende verso il basso). Il movimento è avvenuto dopo le forti piogge dei giorni scorsi che hanno interessato la provincia fino a quote prossime ai 3000 m di altitudine, infatti la neve è caduta solamente a quote superiori facendo così accumulare grandi quantità d’acqua.

Non solo, anche lo scioglimento del piccolo ghiacciaio che si trova sotto la fessura tra Pelmo e Pelmetto ha contribuito a far scendere a valle grandi quantità d’acqua.

Prima della pioggia, che mancava da molto tempo, temperature anormalmente miti hanno interessato tutto il territorio montano facendo salire la colonnina di mercurio sopra le medie del periodo, pochissimi sono stati i giorni di 0 zermico alle ore 12 sotto i 3000 m, significa che la temperatura dell’aria a mezzogiorno era superiore agli 0 gradi anche sopra i 3000 m, temperature di 20-25 gradi quasi tutti i giorni a 500 m di quota, 15-20 gradi a 1000 m, 10-15 gradi a 2000 m e a quest’ultime quote neanche le minime scendevano sotto zero. Praticamente il ghiaccio fonde sia di giorno che di notte senza rigelo!!

Dalla foto si nota come l’acqua abbia scavato ai lati del ghiaccio e sotto di esso portando probabilmente anche al collasso della piccola lingua glaciale con distacchi di piccole porzioni.

Con l’aumento delle temperature la roccia perde il suo “collante”, il ghiaccio perenne, il permafrost.

Il ghiaccio sciogliendosi disaggrega la roccia dove inizia e scorrere l’acqua e per forza di gravità crolla.

Quindi quali sono i principali motivi delle frane sulle Dolomiti?

Riassumiamo con:

  1. Erosione dovuta agli agenti atmosferici (già presente da milioni di anni);
  2. Repentino scioglimento dei ghiacciai (evento che si intensifica di anno in anno);
  3. Scioglimento del permafrost (evento accelerato negli ultimi anni);
  4. Erosione da eventi atmosferici estremi (piogge torrenziali, temporali violenti, forti venti, tutti fenomeni che sono aumentati negli ultimi anni).

Vediamo come 3 punti su 4 interessino gli ultimi anni ovvero il periodo temporale in cui il riscaldamento globale sta avendo i maggiori effetti con l’aumento dei gas serra sprigionati dalle attività dell’uomo.

Siamo quindi responsabili di questi eventi in prima persona e se vogliamo rallentare questo tipo di fenomeni dobbiamo agire subito!

Intanto vi auguriamo buone escursioni sulle Dolomiti!! Ciaooo!!