Pulpito dei Camòrz 2.084 m s.l.m.

Una cima sognata da tempo!

Iniziamo a documentarci quanto questo torrione di roccia inclinata. Dopo mesi e mesi a sognarlo ecco che troviamo la giornata perfetta, una giornata di fine ottobre calda e limpida. Io, Matteo e Marco partiamo prima dell’alba dal celeberrimo parcheggio dove sale la via normale al Pizzocco, in sentiero (CAI 851) è lo stesso fino a un centinaio di metri sotto Pian de Lach (crocevia per il Pizzocco). Da qui la relazione ci dice di tagliare per prati fino a raggiungere un vallone roccioso. Eccoci qui, siamo d’innanzi ad esso e sulla sponda opposta vediamo esile il nostro sentierino che ci farà proseguire.

Qui inizia la via normale al Pulpito dei Camòrz!

Appena imboccata la nostra via le difficoltà sono di facile entità, si prosegue per un sentierino che ad un certo punto dovrebbe “finire” e depositarci alla base di un strettissimo canalino. Noi proseguiamo oltre non scorgendo il canalino indicato, perdiamo le tracce di sentiero e anche gli ometti scompaiono, dove siamo finiti!!

Abbiamo perso la via corretta, vaghiamo alla ricerca di essa.

Dopo aver perso un’ora a cercare a destra e a manca decidiamo di tornare indietro per cercare più in basso aiutati anche da una app e da una cartina del luogo. L’ambiente è sempre molto selvaggio e il terreno è molto scivoloso a causa del ghiaino che copre le rocce lisce, il panorama ci offre una bellissima vista su Cimone, Tre Pietre e sulla strapiombante cima Val Scura.

Mentre siamo fermi a sorseggiare un po’ d’acqua ecco “apparire” il canalino!!! Come abbiamo fatto a non vederlo!!!

Il canalino è talmente stretto che si devono “chiudere” le spalle e bisogna dimenarsi di quà e di là per far passare lo zaino, l’inclinazione non manca, si fa forza sulle braccia per procedere e addirittura si striscia per uscire da un foro creato da un masso incastrato, che figata!! Che ambiente!!

Ora rimane un passaggio di II grado da superare e poi “semplicemente” camminare verso forcella del Caval dove mancherà ormai davvero poco. Con qualche piccola difficoltà superiamo questo tratto e arriviamo in forcella dove il panorama si apre verso la val del Mis e non solo. Ultimo tratto su ghiaino super friabile ed eccoci in cima!!

Porca miseria che figata assurda!! Il Pizzocco!! Le pareti di Cìmia!! Guarda lassù c’è l’aquila reale!! Che spettacolo!!!!!

Dopo esserci ristorati sulla cima iniziamo a scendere per la via di salita procedendo a ritroso, sul passaggio di II grado e sul canalino usiamo i 70 m di corda che ci siamo portati per scendere in sicurezza, è praticamente obbligatoria!!

In conclusione possiamo dire che è stata davvero una bella avventura, abbiamo realizzato un sogno.

Servono piede fermo per camminare su terreno spesso infido e anche un buon livello di allenamento per coprire i 1200 m di dislivello.

Alla prossima!!